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In Paraguay, come in Italia, è Democrazia

Gli ingredienti per creare un nuovo caso politico alla “sudamericana” ci sono tutti. Un presidente di sinistra eletto democraticamente, destituito legalmente dal congresso di destra, l’opinione pubblica nazionale e internazionale divisa sulla questione, e lo scoppio di scontri in piazza.

Chi grida al colpo di Stato e chi considera il procedimento come necessario a difesa della democrazia. Né colpo di Stato, né nitida democrazia, come spesso accade, la verità sta in mezzo: salta un presidente promettente, ma fumoso, eletto grazie ad un pernicioso patto con parte dell’opposizione, che non gli ha mai dato i numeri per governare seriamente uno Stato, piccolo, ma in piena espansione economica e pieno di contraddizioni sociali da risolvere.

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Film hard nel patrimonio Unesco

Si possono girare le scene di un film a luci rosse nel sito, patrimonio Unesco, più rappresentativo della Colombia? Sì, succede anche questo in questa terra dalle mille contraddizioni. Si tratta del Castillo de San Felipe, l’emblema della fortificazione di Cartagenadichiarata patrimonio dell’umanità nel 1984 e meta principale del turismo del paese.

Come riporta il giornale El Tiempo, proprio quando la città sembrava essere uscita dallo scandalo che aveva visto protagonisti gli agenti dei servizi segreti degli Stati Uniti e alcune prostitute, durante il vertice dei capi di Stato americani, ecco spuntare questo video pornografico girato alla luce del sole.

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Bolivia vs Cile. Evo Morales tuona: “I trattati non sono perpetui”

La Bolivia lo pretende da due secoli, il Cile, ma a volte anche il Perù, ha sempre detto no. Ci sono perfino state lunghe battaglie in passato, vedi la cosiddetta Guerra del Pacifico. L’oggetto del contendere è sempre quello: una striscia di terra chiamata corredor de Atacama, che permetterebbe al paese oggi governato da Evo Morales di raggiungere uno sbocco sull’oceano.

La questione – come dicevo antica – è tornata alla ribalta sui giornali boliviani, ma anche cileni, in questi ultimi due giorni. Il motivo?…

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In un Messico travolto dai narcos, la democrazia chiama

Il prossimo primo luglio i messicani sono chiamati alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica federale, i rappresentanti al Congresso e molti dei governi locali. E proprio nel Distrito Federal (Città del Messico), dove si vota anche per scegliere il governatore, sono comparsi volantini con la scritta “En el Distrito Federal tú tienes el poder de elegir”.

La cosa curiosa non è tanto l’invito a partecipare rivolto ai cittadini, ma il fatto che lo slogan è comparso…

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