Lavoro, educatori professionali “classe 19” discriminati

Può anche succedere che alla fine del corso di studi la tua qualifica professionale non sia considerata valida se ti rechi all’estero. Si sa, è un fatto noto. Non c’è nulla di strano e spesso si può rimediare col disbrigo di alcune pratiche burocratiche. Ciò che è realmente anomalo è che nella stessa nazione – Italia – un laureato che in alcune regioni è considerato professionalmente valido in altre non sia considerato tale.

È quanto denuncia da tempo l’Apei (associazione dei Pedagogisti e degli Educatori italiani) ed è quanto una studentessa laureanda della facoltà di Scienze della Formazione di Catania  ha voluto raccontare ad Universo universitario.

“Succede che in alcune Regioni esiste un corso di laurea in Educatore professionale sanitario e per questo noi laureati nei corsi appartenenti alla classe 19 delle lauree in Scienze dell’educazione e Scienze della formazione non veniamo considerati in molti concorsi”, dichiara la studentessa.

In realtà, in base al decreto ministeriale 4 agosto 2000 i laureati nella classe 19 sono da considerarsi educatori professionali, e possono svolgere il loro servizio nelle comunità e nei servizi sociali; operando come animatore socio-educativo e in altre attività territoriali, connesse anche al terzo settore.

“Una situazione – continua la studentessa – che coinvolge i laureati siciliani che emigrano in altre Regioni con la speranza di trovare lavoro, considerando le innumerevoli difficoltà per reperire un’occupazione nel settore nell’Isola, ma che poi si vedono non riconoscere la propria qualifica professionale”. L’Apei su questo fronte sta facendo grossi passi avanti per ottenere l’equipollenza tra educatori professionali Area sanitaria e Scienze della formazione.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 26 ottobre 2011, pagina 12)

Annunci

2 risposte a “Lavoro, educatori professionali “classe 19” discriminati

  1. Onestamente io vedo una natura completamente diversa delle lauree per educatori inserite nella classe SNT/2 (vecchia o nuova) rispetto a quelle afferenti alla classe 18 (ordinamento di cui al decreto MURST 509/1999) o L-19 (ordinamento di cui al decreto MIUR 270/2004). Gli esami sono diversi, i riferimenti al profilo professionale in uscita pure, e profondamente diverso è il profilo formativo. La differenza è che le lauree per educatori professionali SNT/2, essendo lauree di area sanitaria (mentre la vecchia classe 18 e l’attuale L-19 afferiscono all’area umanistica), sono ad accesso programmato.

  2. La situazione non è così discriminante come l’articolo vorrebbe far credere: gli Educatori Professionali laureati alla facoltà di Medicina e Chirurgia (SNT/2) possiedono la qualifica per lavorare nel settore sanitario, i laureati in Scienze dell’Educazione (l-19), no. E’ molto semplice. Per questo i laureati in l-19 non possono partecipare ai concorsi. Dove sarebbe la discriminazione?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...