Ospedali psichiatrici giudiziari, se ne discute la chiusura

L’ultimo suicidio al suo interno è di qualche giorno fa: un uomo ha messo la testa dentro un sacchetto di plastica mentre inalava gas da un fornellino. Stiamo parlando dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Si svolgerà, a questo proposito, a Cagliari il congresso nazionale “Senza catene. L’orrore degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari”, dal 16 al 17 settembre.

“Gli ospedali psichiatrici giudiziari – ha detto durante la conferenza di presentazione Gisella Trincas, presidente nazionale di Unasam, l’Unione delle associazioni per la salute mentale – sono carceri, luoghi di dolore e non di cura e vanno chiusi. Dentro quelle strutture tra letti di contenzione, cure amministrate in modo coercitivo e degrado, si consumano veri e propri drammi. Quel che serve sono i servizi sul territorio, per prevenire questa barbarie e liberare e far tornare a casa tante persone da quell’inferno”.

In Italia ci sono 1.330 persone rinchiuse nei cinque ospedali psichiatrici giudiziari in Italia. Sono 30 le donne, internate nell’unica sezione femminile della Penisola, Castiglione delle Stiviere. La maggior parte arrivano dalla Lombardia (227), seguono Campania (165) e Sicilia (146) contro i tre internati della Val D’Aosta, i cinque della Basilicata, i sei del Molise. In mezzo ci sono Piemonte (58), Liguria (47), Sardegna (31).

Recentemente nell’ospedale psichiatrico giudiziario siciliano, un intervento della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, aveva fatto chiudere la chiusura di alcuni reparti dopo alcune verifiche a sorpresa. Ma i problemi di queste strutture non è solo isolano, “dal Nord al Sud, Isole comprese, tutte hanno le criticità a parte il Friuli Venezia Giulia e Trieste”, ha spiegato Trincas.

Alla manifestazione ci saranno tre le tavole rotonde che ospiteranno i senatori della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, Donatella Poretti e Michele Saccomanno, Mauro Palma, del Comitato contro la tortura del Consiglio d’Europa, rappresentanti delle più importanti organizzazioni nazionali e regionali coinvolte nella campagna Stop Opg, amministratori regionali e locali.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 15 settembre, pagina 3)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...