Benzina “sì”, mangiare “no”. Effetti del caro vita

“Per effetto dei rincari la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha sorpassato quella per gli alimentari e le bevande. Il prezzo di un litro di benzina alla pompa è oggi superiore a quello di un litro di vino da tavola in vendita sugli scaffali del supermercato, a quello di un litro di latte fresco a quello di un chilo di pasta”. Lo dichiara la Coldiretti, dopo un’analisi della situazione dei consumi delle famiglie italiane.

Ed in questo contesto di “caro vita”, come spiega la stessa associazione, oltre il 19 per cento della spesa familiare è destinata a trasporti, combustibili ed energia elettrica, una percentuale di qualche decimo di punto superiore alla spesa per alimenti e bevande. Ma non si può certo vivere di benzina o di luce, benché queste siano un bene oramai primario. Ciononostante calano i consumi di alimentari.

Una situazione, quella descritta, che fa il paio con i dati sull’inflazione pubblicati recentemente dall’Istat. “L’effetto – continua la Coldiretti – è appunto un calo dei consumi a tavola che è stato pari in media in quantità all’1,5 per cento nel primo semestre 2011 con valori che vanno dal -9 per cento per il pane al -4 per cento per la pasta, dal -5 per cento per il pesce al -6 per cento per la carne di vitello, dal -3 per cento per la frutta al -2 per cento per il latte fresco”.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 10 settembre, pagina 5)

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