Crisi, Tremonti: “Necessari tagli per restare a galla”

“Serve la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali”. Annunci sensati considerata la situazione. A parlare è il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che ieri davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato ha fatto il punto della situazione sull’attuale congiuntura e le mosse consigliate – o sarebbe il caso dire imposte – dalla Banca centrale europea.

“La crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non facile da prevedere nella sua dinamica”. Così lo stesso ministro ad ammette l’incertezza assoluta del momento. Nel suo lucido discorso Tremonti ha spiegato perché si è arrivati a questo punto: “Ora abbiamo il terzo/quarto debito pubblico nel mondo. La situazione del debito pubblico Italiano è oggettivamente straordinaria”.

I tagli suggeriti dal momento sono necessari dunque, bisogna diminuire le spese. Quale momento migliore per smantellare il costosissimo appartato burocratico italiano. L’elenco dei suggerimenti dettati dalla Bce prevede, tra l’altro, interventi sulle pensioni di anzianità, la possibilità di tagliare le retribuzioni nel pubblico impiego, l’innalzamento dell’età delle donne del settore privato per accedere alla pensione. Anche se lo stesso ministro ha poi precisato che non è ancora certo che tali suggerimenti vengano adottati, riconoscendo comunque che si deve “fare una manovra molto forte sul 2012 e sul 2013. I numeri di dettaglio – ha detto – sono ancora in corso di lavorazione, la scelta politica dobbiamo ancora farla e la presenteremo al Cdm”.

Altro fronte dal quel recuperare le risorse necessarie per evitare i fallimento è quello dell’evasione: Tremonti ha annunciato che il Governo studiando anche “forme più forti di contrasto all’evasione fiscale, soprattutto nei casi di omessa fattura o scontrino”. C’è anche  l’ipotesi di un contributo di solidarietà.

La Bce ha fatto sapere infine il ministro Tremonti, ha apprezzato la decisione del governo italiano di anticipare l’obiettivo del pareggio di bilancio al 2013 rispetto al 2014 “che è una data che non abbiamo deciso noi ma è una data europea”. Ora bisognerà aspettare quando saranno messi concretamente sulla carta tali interventi, nell’attesa la borsa e le casse dello stato continuano a camminare sul filo del rasoio. E la Regione, dopo i “taglietti” annunciati da Lombardo sta a guardare.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 12 agosto, pagina 6)

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