I Tagli di Lombardo? “Dichiarazioni stampa col fine di narcotizzare l’opinione pubblica”

“Assistiamo da parte di Raffaele Lombardo, a dichiarazioni provocatorie, diffamanti e lesive per il personale regionale, rilasciate alla stampa al fine di narcotizzare l’opinione pubblica forse per mascherare la vera cancrena rappresentata dalla politica siciliana: viene annunciato il blocco decennale delle assunzioni, lasciando intendere che 2.000 dipendenti (tanti ce ne sarebbero in servizio tra 10 anni) possano svolgere il lavoro di 16.000 dipendenti e 2.000 dirigenti. Ma, forse, dietro questo furore moralizzatore si nasconde il tentativo, neanche tanto celato, di “esternalizzare” le competenze della pubblica amministrazione, per sfuggire meglio a tutti i vincoli di legge”. Questa la dura critica mossa contro il presidente della Regione da parte di Dario Matranga e Marcello Minio, segretari generali del Cobas/Codir.

Lombardo negli scorsi giorni, infatti, aveva deciso di tagliare il suo stipendio come gesto concreto ed esemplare in un momento di recessione economica. E fra decurtazione del suo stipendio (da 18.500 a16.650 euro) e quello di tutti gli assessori (da 12.500 a11.250 euro), fra la riduzione del 20 per cento dei contratti per beni e servizi della regione, fra la diminuzione delle consulenze, il risparmio previsto è di 85 milioni di euro. “Ogni euro risparmiato nella gestione della pubblica amministrazione – aveva affermato Lombardo – si può investire nello sviluppo, nel turismo, nell’agricoltura e nella piccola impresa”.

Da qui il contrattacco di Matranga e Minio, “Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, comunica ai cittadini il taglio di 1.600 euro sul suo stipendio tabellare mensile (di circa 18.000 euro il tabellare, molti di più comprese le varie voci da cui é composto) per contribuire alla riduzione dei costi della politica e degli apparati. Come mai lo stesso presidente non ha invece preso posizione sul boicottaggio della legge di riforma delle Asi che prevedeva cospicui tagli sui costi di gestione dei Consorzi”.

E spiegano, a proposito della bocciatura – politica e non nel merito – della riforma voluta dall’assessore alle Attività produttive, Marco Venturi: “Queste misure avrebbero rappresentato veri risparmi per la collettività, per circa 5 milioni di euro l’anno: nove famelici consigli di amministrazione in meno, nove voraci dirigenti generali in meno, un centinaio di posizioni dirigenziali in meno”.

(Per il Quotidiano di Sicilia dell’11 agosto, pagina 6)

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