Etna, esperti: Attesa eruzione maggiore ma non si può stabilire quando

Lungo le vie e i percorsi dell’Etna saranno affissi dei cartelli per la sicurezza dei turisti ed escursionisti sui possibili pericoli legati all’ascesa nelle zone sommitali dell’Etna durante questa intensa fase di attività. Uno di questi riguarda il divieto  di superare quota 2.920 metri disposto dalla Prefettura già dallo scorso 22 luglio scorso. Queste alcune delle precauzioni per quel che riguarda la possibilità di fratture nel suolo e una più grande eruzione.

Come ha dichiarato il vulcanologo Marco Neri, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania: “Non abbiamo la sfera di cristallo e non possiamo sapere esattamente cosa succederà nell’immediato futuro. Però sappiamo che fenomeni di questo tipo a volte evolvono in eruzioni. Però non possiamo dire quando se non poche decine di giorni prima, forse addirittura pochi giorni prima”.

L’unica cosa certa è che – ha proseguito Neri – “la parte occidentale del vulcano da alcuni mesi tende a rigonfiare e questo indica appunto una pressione di gas e magmi che risalgono verso il mantello facendo gonfiare quella parte dell’apparato che ci dà la possibilità di prevedere che fenomeni di questo tipo possono continuare ad avvenire. Stiamo registrando questa recrudescenza dei fenomeni, che stanno via via intensificandosi in frequenza e magnitudo, però sostanzialmente quello che ci si deve aspettare è che prima o poi un’eruzione più significativa avvenga. È succederà. Perché l’Etna è fatto così”.

Lo scorso weekend l’Etna si è fatta sentire con una intensa attività stromboliana dando vita a fontane di lava alte fino a 500 metri dal pit crater posto sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est, accompagnate da forti boati e dall’immissione di una nuvola di cenere che è stata spinta dal vento verso est ed è poi ricaduta su alcune centri abitati – come a Giarre e Riposto – causando difficoltà alla circolazione .

“Non troppi anni fa, tra il gennaio e l’agosto del 2000 – ha concluso Neri – di eventi eruttivi più o meno simili a quelli che si stanno verificando adesso ne sono avvenuti sessantaquattro. Anche all’inizio del 2001 c’é stata un’altra decina di fontane di lava, fino a quando a luglio del 2001, ad un anno e mezzo di distanza, è venuta fuori un’eruzione forte. Prima sessantaquattro, poi dieci ma ora siamo solo ad otto”.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 4 agosto, pagina 9)

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