Fincantieri, ancora nessuna risposta vera dall’azienda

“Abbiamo bisogno di lavoro l’unico modo per farci sentire è protestare, vogliamo vivere di lavoro onesto e i vertici di Fincantieri devono darci risposte certe sul nostro futuro occupazionale”. Così, al telefono, Nino Clemente, delegato Fim Palermo, che insieme ad altri sindacalisti si trova da lunedì su una gru per protestare contro la mancata commessa da 70 milioni di euro da parte di Fincantieri al cantiere navale del capoluogo siciliano. Parole pronunciate dopo un malore, dovuto allo sciopero della fame che stanno portando avanti.

Ma insieme alla protesta, che continua, ieri è stata soprattutto la giornata dell’incontro tra le parti sindacali, l’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, e il direttore del cantiere di Palermo Raffaele Davassi e Lorenzo Scilipoti, responsabile del personale. “Al tavolo non sono venute risposte concrete rispetto a nuovi carichi di lavoro né spiegazioni convincenti da parte della dirigenza di Fincantieri rispetto al fallimento delle acquisizioni nel settore delle riparazioni”. Queste almeno le prime parole, commentano l’incontro, di Francesco Piastra, rappresentante della Fiom Cgil di Palermo, e del delegato Rsu Fiom Francesco Foiti.

Gli fanno eco gli altri sindacati che hanno partecipato all’incontro. “È finito il tempo dei giochi. Fincantieri smetta di sottrarsi alle proprie responsabilità”, ha dichiarato il vicesegretario nazionale Ugl Metalmeccanici con delega alla cantieristica, Laura De Rosa, per la quale “l’azienda deve intervenire immediatamente presentando un nuovo piano industriale, è inaccettabile che fornisca alla Regione siciliana l’alibi per il ritiro dei fondi di ristrutturazione del bacino di carenaggio”.

E sì, perché, infatti, si è prospettata l’idea per la Regione di ritirare appunto i fondi di 50 milioni di euro stanziati per i cantieri senza un vero impegno di Fincantieri.

Il prossimo passo come hanno ricordato Mimmo Di Matteo, segretario provinciale Cisl e Giovanni Scavuzzo, segretario Fim, sarà aspettare “il tavolo di venerdì in prefettura e intanto andiamo avanti con le proteste, servono atti concreti per rilanciare il cantiere e ridare serenità ai lavoratori”. Intanto, è chiaro, le proteste continuano in attesa di una soluzione che possa salvare l’occupazione del cantiere di Palermo che è fra le strutture più avanzate e dotate di professionalità esperte riconosciute da tutte le aziende committenti.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 21 luglio, pagina 12)

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