Pari opportunità, novità in arrivo nei Cda delle società partecipate

Buone notizie per le pari opportunità, almeno a vedere gli ultimi riscontri politici sia a livello nazionale che regionale. Cominciamo dalla Sicilia. Nei giorni scorsi l’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, a conclusione del convegno “Donne e governance, un’impresa possibile” aveva annunciato che nel decreto sul riordino delle partecipazioni regionali, tra le altre prescrizioni, era previsto che nella composizione degli organi sociali venisse rispettato pienamente il principio delle pari opportunità.

“Si tratta di un principio di democrazia paritaria – ha dichiarato Armao – adesso riconosciuto integralmente nell’ordinamento Costituzionale e che, come ampiamente precisato dalla giurisprudenza amministrativa, anche siciliana, deve trovare piena applicazione anche nella composizione degli organi amministrativi delle società pubbliche regionali”. L’assessore Armao si è detto certo che “con il riconoscimento sul piano formale di questo principio, le donne potranno portare la loro professionalità, determinazione e sensibilità nella gestione delle società regionali. Diversamente ogni determinazione che non tenesse adeguatamente conto del necessario riequilibrio di genere, costituirebbe la violazione di un preciso obbligo costituzionale”.

Anche a livello nazionale ci sono delle novità in questo senso. La Camera in maniera bipartisan, dopo il via libera del Senato, ha, infatti, approvato in via definitiva il testo sulla parità di accesso nei Cda delle società quotate in mercati regolamentati. Manca solo la firma del capo dello Stato per pubblicare in Gazzetta Ufficiale.

La legge sulle quote rosa prevede che i Cda e gli organi di controllo delle società quotate e di quelle a partecipazione pubblica dovranno già dal 2012, essere composti per un quinto da donne, ed entro il 2015 per un terzo. Sono previste, inoltre, sanzioni per le società inadempienti.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. “L’Italia ha preso una decisione di portata storica, ha fatto un importantissimo passo in avanti sulla strada della valorizzazione del talento e delle energie femminili”. Nonostante diverse critiche, soprattutto da chi vede in questi obblighi un offesa alle donne, tira aria di cambiamento per i grandi Cda.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 30 giugno, pagina 3)

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