Allarme sulla nuova riforma degli appalti, potrebbe raggiungere obiettivi opposti: Le infiltrazioni mafiose

“L’effetto combinato del decreto sviluppo, all’esame delle Camere, e della recente legge varata dall’Assemblea regionale Siciliana per il recepimento della normativa nazionale, avrà come conseguenza che anche in Sicilia sarà possibile l’affidamento di appalti con procedure negoziate, per lavori di importo sino ad un milione di euro, e con procedure ristrette sino ad un milione e mezzo di euro. Vi é dunque il rischio che una legge che viene presentata come un provvedimento per scongiurare le infiltrazioni mafiose negli appalti, finisca per raggiungere obiettivi diametralmente opposti”.

L’allarmante denuncia è stata lanciata da varie categorie di professionisti dell’Isola, si tratta di oltre 40 mila persone. Infatti, in un documento congiunto, Giuseppe Margiotta, presidente della Consulta regionale degli ingegneri, Giuseppe Cucuzzella, presidente della Consulta regionale degli architetti ed il presidente dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia Emanuele Doria, lanciano il monito.

Nella nota si legge, inoltre, “se da un lato apprezziamo il lavoro svolto dal Governo e dall’Ars  per allineare la normativa regionale a quella nazionale, nel rispetto delle direttive europee, dall’altro non possiamo fare a meno di sottolineare una serie di anomalie del testo approvato dal Parlamento Regionale”.

In particolare spiegano i professionisti: “Condividiamo il recepimento dinamico del codice dei contratti così come  condividiamo l’introduzione del sorteggio pubblico dei componenti delle commissioni giudicatrici per l’affidamento di servizi ed appalti ed il parziale adeguamento del testo nazionale al contesto siciliano, con l’introduzione di dispositivi per scongiurare l’infiltrazione mafiosa negli appalti”.

Mentre, come sottolineano nella nota, ritengono “indispensabile eliminare la concessione dello 0,2 per mille in favore degli ordini professionali introducendo, al tempo stesso, la verifica sistematica (e non facoltativa), a titolo gratuito, degli onorari da porre a base di gara, da parte degli Ordini professionali competenti per materia e per territorio. Ciò al fine di garantire la congruità e l’omogeneità dei corrispettivi professionali inerenti ai servizi di ingegneria e architettura, riducendo così quella discrezionalità che da un lato non si coniuga con la trasparenza e, dall’altro, carica di eccessive responsabilità le amministrazioni aggiudicanti”. Insomma, neanche il tempo di vederla pienamente all’opera e già l’assessore Pier Carmelo Russo si trova a dover prendere atto delle prime falle della riforma.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 22 giugno, pagina 4)

 

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