Referendum, questa l’opinione “shock” del ministro Prestigiacomo: “L’alternativa al nucleare è il petrolio”

Fra una settimana arriva l’annunciatissimo referendum. Delle quattro tematiche sulle quali gli italiani sono chiamati ad esprimersi tre coinvolgono strettamente il tema ambientale ed energetico.

Due di queste riguardano l’acqua: uno la cosiddetta “privatizzazione”, l’altro i “profitti” legati alla commercializzazione della risorsa stessa. Nel primo quesito – come hanno spiegato i promotori del referendum – si chiede in sostanza l’abrogazione dell’articolo 23 bis (dodici commi) della legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Il secondo quesito propone “l’abrogazione dell’articolo 154 del decreto legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito.

Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, durante un’intervista al Mattino ha espresso la sua opinione riguardo questo primo tema, mettendo in guardia sul quesito referendario e ribadendo la necessità di investimenti privati per ammodernare le reti. “Se passerà il referendum – ha affermato – saremo condannati a una gestione disastrosa delle reti idriche e non si potrà garantire il diritto all’acqua per tutti”.

L’altro grande tema è quello del nucleare. Ed il quesito referendario recita così: “Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del Dl 31/03/2011 n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?”. E avrà come titolo: “Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare”, come riformulato dalla Cassazione alla luce delle norme introdotte col decreto “omnibus”.

Su questo tema la Prestigiacomo ha dichiarato che “la volontà del Governo era quella di sospendere ogni decisione sul nucleare, quindi in perfetta linea con la volontà dei referendari”, sottolineando come “molti presidenti di Regione del centrodestra si sono pronunciati in maniera netta contro il nucleare”. Per poi concludere: “Dobbiamo dire la verità ai cittadini: oggi l’alternativa al nucleare non sono le rinnovabili ma il petrolio. Speriamo, grazie all’evoluzione tecnologica, che in un domani prossimo si possa davvero far fronte con le rinnovabili alla quantità di energia che il Paese richiede”.

(Per il Quotidiano di Sicilia di ieri, pagina 11)

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