Studenti fuorisede e stanze in affitto, che binomio!

A circa un mese dall’inizio del nuovo anno accademico per gli universitari fuorisede, in particolar modo per le matricole, cominciano le faticose ricerche di una stanza o di un posto letto per alloggiare nella città sede del proprio ateneo.

Prezzi troppo alti (rispetto al tenore medio), contratti di locazione inesistenti, immobili spesso in condizioni indecenti, sono queste circostanze a farla da padrone nella maggior parte dei casi. Più rare, in effetti, le situazioni limpide e prive di speculazione da parte del locatore, nelle quali vi è un giusto rapporto qualità-prezzo.

In Sicilia la questione riguarda principalmente gli studenti di Palermo, Catania, Messina ed Enna, le città dei quattro poli universitari, tuttavia il rischio d’incappare in tali disavventure coinvolge, anche se in minor misura, i territori che ospitano alcuni corsi distaccati, vedi Siracusa e Ragusa. Stabilire il prezzo medio di una stanza è complicato perché questo varia, oltre che dall’immobile in sé, anche a seconda della prossimità con le diverse facoltà. Mediamente a Palermo, Catania e Messina una “singola” costa 205 euro e una “doppia” 320, la spesa scende se si va nell’ennese o nelle sedi distaccate dove si può trovare qualcosa con 180 euro in media per la “singola” e 280 per la “doppia”.

Escludendo gli studenti fuorisede vincitori dei bandi che assegnano un posto letto, per gli altri le alternative sono nulle e, loro malgrado, sono costretti a cedere di fronte a canoni sproporzionati che, nella maggior parte dei casi, si intendono escluso spese extra (condominio, luce, gas e acqua). A quel punto, per questi ragazzi subentra un altro cruccio da superare: il contratto.

Effettivamente, quello del contratto di locazione è un problema che molti locatori preferiscono non affrontare, anche se vista la legislazione in materia a rimetterci per il “non-contratto” sono ambedue le parti. In Italia, infatti, la legge 431/1998 prevede la possibilità che le organizzazioni sindacali, le università e le associazioni degli studenti dispongano della facoltà di fissare un accordo territoriale per la definizione di contratti-tipo relativi alla locazione di immobili ad uso abitativo per studenti universitari (art. 5, comma 3).

Se così fosse, vi sarebbero delle agevolazioni fiscali per i proprietari che rispettano il contratto-tipo: imposta di registro ridotta del 30%, Irpef sul 59,5% del canone annuo.

Fra le altre garanzie previste dalla legge per questo tipo di contratti c’è la durata: minimo sei e massimo trentasei mesi; in sostanza, tempi giusti per gli studenti che necessitano le abitazioni per periodi limitati.

Per l’inquilino, inoltre, è utile ricordare l’illegalità di ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone superiore rispetto a quanto scritto.

Un’altra pecca delle case riservate agli studenti è lo stato dell’immobile stesso e degli arredamenti: il vero problema di queste eventuali condizioni fatiscenti riguarda soprattutto i pericoli ed i rischi legati ad un’abitazione non conforme alla vigente normativa in materia antisismica. Un lavoro di legalità e prevenzione che dovrebbe coinvolgere, in questo caso, non solo le case per gli studenti ma più in generale tutte le strutture abitative dell’isola.

Alcuni pratici consigli per evitare dispiaceri

Per evitare brutte sorprese, gli studenti fuorisede appena immatricolati e alle prese con la ricerca di una stanza in affitto dovrebbero osservare delle semplici misure di precauzione:

-È utile, prima di iniziare a cercare, informarsi presso le segreterie degli studenti sull’esistenza sul territorio di contratti-tipo (definiti dagli enti locali con le associazioni studentesche), in caso positivo: esigere quel contratto perché vi tutela maggiormente.

-Chiedere consiglio a qualcuno che sia in grado di indicarvi la qualità della zona, la vicinanza dall’università e dai luoghi d’interesse, potrebbe essere un valido accorgimento prima di scegliere una casa; a meno che non si conosca benissimo la città di destinazione.

-Documentare (con fotografie o video) lo stato della casa e degli arredi al momento della consegna delle chiavi, sarebbe un’ottima precauzione per evitare, eventuali, problemi al momento della restituzione della caparra.

-Ponderare bene la propria scelta perché generalmente nel corso dell’anno accademico diventa più complicato trovare una sistemazione conveniente; vuoi per mancanza di tempo, vuoi per mancanza di alloggi, la fregatura è sempre dietro l’angolo.

(per il Quotidiano di Sicilia di oggi, pagina 5)

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