Il funerale più ecologico ed economico, la cremazione

La cremazione è, insieme alla tumulazione e l’inumazione, una delle alternative che la Legislazione italiana prevede per una salma e probabilmente è la più ecologica, purché l’impianto di cremazione sia moderno.

Cerchiamo di comprendere meglio: attualmente in Italia la più diffusa forma di conservazione delle spoglie del caro estinto rimane la sepoltura, ossia il ricorso alla tumulazione o all’inumazione. Statistiche alla mano è la tumulazione, quella eseguita dentro a un loculo di cemento, la più diffusa forma di seppellimento. Segue l’inumazione, quella nella quale la bara di legno e a contatto diretto con la terra, e infine la cremazione, in grande ascesa nell’ultimo ventennio.

Quest’ultima è, come già accennato, la pratica più rispettosa dell’ambiente – considerando il discorso da un punto di vista meramente logistico – per diversi motivi: innanzitutto, la cremazione viene incontro ai grandi problemi di spazio che molti cimiteri presentano al loro interno, soprattutto quelli delle grandi città. Non solo perché in un avello di medie dimensioni possono starci all’incirca 40 urne cinerarie, ma anche perché per tali urne c’è la possibilità di essere consegnate ai parenti affidatari che poi hanno facoltà, nel rispetto della volontà del defunto, di disporre in libertà la destinazione.

Poi c’è un discorso prettamente ambientale. La cremazione è considerata la forma più ecologica, igienica e salutare di trattamento dei corpi defunti. Molti forni di ultima generazione permettono di ridurre al minimo le emissioni nell’ambiente circostante e di riciclare l’energia prodotta per gli usi più disparati: dal riscaldamento fino all’auto-alimentazione dell’impianto. Queste installazioni sono in grado di accumulare l’energia prodotta da una cremazione e di sfruttarla per quella successiva, consentendo un notevole risparmio energetico.

Ma il connubio cremazione e innovazione è possibile anche da altri punti vista. Per evitare le esalazioni, dovute alla combustione del legno verniciato, già da tempo nei più avanzati impianti si ricorre all’uso di bare di cartone. Questa soluzione permette di avere un funerale del tutto ecologico.

Il costo medio è di 600 euro

Altro punto a favore della cremazione – considerando il tema da un punto di vista strettamente economico – è il costo minore rispetto alle altre due forme di seppellimento. “Per una cremazione si spendono in media 600 euro”, racconta il gestore di un’agenzia di onoranze funebri catanese. “Per una tumulazione, invece, se ne vanno minimo 1.200 euro, ma la cifra può salire anche di molto oltre i 5.000 euro, dipende dai dettagli”. Il tariffario dell’unico forno presente nell’Isola, quello del Cimitero dei Rotoli alla voce “cremazione di cadavere” dice 432,21 euro.

A Catania quelli che scelgono di far cremare i propri cari, oltre alle spese di cremazione, devono pagare anche il trasporto. Facendo un preventivo orientativo fra bara, trasporto e spese legali, si possono superare anche i 3.000 euro. Una bella cifra che conferma quanto Catania e la sua cittadinanza avrebbero bisogno di un cimitero attrezzato anche per questa pratica funeraria. Ne guadagnerebbe, certamente, la città intera.

(Per il Quotidiano di Sicilia del 12 ottobre 2011)

Vedi anche: Cremazione e cattolicesimo oggi si può

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Vedi anche: … Per garantire il diritto di ciascuno di disporre delle proprie spoglie

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